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Intervista Vito Lettieri

  

Intervista di Martial Philosophy

al  Maestro:    Vito Lettieri

 

1.     Si presenti

Mi chiamo Vito Lettieri, pratico arti marziali da più di 30 anni, sono il fondatore del Kali Kalasag e il direttore tecnico del Intenational Kali Academy  

2.     Come è entrato a far parte del mondo delle arti marziali ?

 Ho iniziato ha praticare arti marziali nel 1976, frequentando un corso di Karate, dopo due anni iniziai a studiare Kung Fu, nel gennaio 1981 mi arruolai in marina militare, dove iniziai la pratica del Judo e del Ju Jitsu, come parte della formazione militare, nel tempo libero mi dedicavo allo studio di uno stile di Kung Fu chiamato Chat Long (sette draghi). Nel 1987 iniziai la pratica del Ninjiutsu presso l’associazione Bunjinan e successivamente il Ninjiutsu chiamato Fuma Ryu. Il forte interesse per le arti marziali cinesi mi spinse verso la Cina, e così che nel 1990 decisi di recarmi a Shangai per studiare Sanda (kick boxing cinese) e Shuai Juao (lotta cinese), nello stesso anno iniziai la pratica del Tai Chi, stile Wu, a Shangai avevo sentito parlare dei famosi monaci guerrieri, e così l’anno successivo decisi di recarmi di nuovo in Cina, ma questa volta andai  direttamente al monastero di Shaolin, nella provincia dell’Henan. Nel 1992 mi avvicinai per la prima volta alle arti marziali del sud est asiatico, sotto la guida di un maestro filippino iniziai la pratica del Kuntaw e dell’Arnis, continuai a studiare fino alla decisione del maestro, di trasferirsi in America, successivamente praticai per un certo periodo con una ristretta cerchia di amici, poi decisi di ritornare a studiare stili cinesi, in quel periodo uno stile più degli altri, si era fatto conoscere in Italia, il Wing Tsun, lo studio di questa arte cinese, era spesso affiancata ad un arte filippina chiamata Escrima Latosa, e da qui in poi che decisi di dedicarmi allo studio delle arti marziali del sud est asiatico e in particolare quelle filippine, continuai a praticare con diversi maestri, praticando differenti stili. Nel 2001 fondai il Kali Kalasag, nello stesso anno insieme ad altri insegnanti, ci organizzammo per dar vita all’IKA  (International Kali Academy) dove attualmente sono il direttore tecnico. 

 

3.     Che cosa l’ha colpita di più delle arti marziali ?

Non c’è stato qualcosa che mi ha colpito in particolare, ho sempre praticato arti marziali per passione, allenandomi mi sento bene sia fisicamente che mentalmente, tanto da trasformare questa passione nel mio attuale lavoro.    

4.     Ci parli della sua arte o sistema

 Il Kali Kalasag è un arte marziale di origine filippina, ma strutturata con un programma occidentale, questo permette al praticante di Kali Kalasag di seguire il suo percorso di   apprendimento in modo lineare, verificando direttamente i suoi progressi, e di reggere subito gli eventuali errori. Il sistema è conosciuto principalmente per l’uso dei bastoni di rattan, che durante l’allenamento sostituiscono le spade di media grandezza, lo studio delle armi è solo una parte del kali Kalasag, una gran parte del sistema è dedicato al  combattimento a mani nude, oltre alle percussioni con calci e pugni, si utilizzano leve articolari fino ad arrivare alla lotta a terra con percussioni.  

5.     Ci descriva una lezione tipo

Di solito le lezioni di un corso regolare sono divise per un 30%  di preparazione fisica, un 40%  è dedicato alla tecnica e un 30% al combattimento, tutto questo può variare nelle percentuali, se l’insegnante decide di svolgere un lavoro specifico di un settore in particolare.     

6.     Se appartiene a una associazione, ci descriva gli obbiettivi

L’International Kali Academy ha come obbiettivo primario quello di divulgare il Kali Kalasag, ma all’interno dell’associazione ci sono diversi settori, come la difesa personale generica e quella per gli operatori della sicurezza, il combattimento sportivo e la divulgazione del Seni Silat Sendeng, un arte marziale di origine Malese.   

7.     Pensa che la sua arte sia un valido sistema di difesa personale, e se lo è, in che modo ?

La difesa personale comune e quella per operatori della sicurezza, sono due dei settori che derivano dal Kali Kalasag, e che insegniamo all’interno dell’IKA, oltre allo studio della difesa da aggressioni, sia armata che a mani nude, cerchiamo di far comprendere l’aspetto psicologico, e quindi utilizzare tecniche sulla base di esigenze specifiche, mentre nel caso della D. P. comune, la vittima, viene vista spesso come una preda, nel caso della D. P. per operatori della sicurezza, l’operatore viene spesso considerato un ostacolo.     

8.     Si  sente un maestro di vita ?

 Mi sento un maestro di arti marziali, perché insegnando ho avuto dei riscontri positivi da parte dei miei allievi, quando darò consigli sulla vita di tutti i giorni, e avrò lo stesso riscontro positivo, allora mi sentirò un maestro di vita.  

9.     Un commento sulle arti marziali di oggi

Oggi si possono vedere molte più arti marziali rispetto a prima, questo perché ci si può spostare più facilmente, e grazie ad internet c’è molta più conoscenza, purtroppo non sempre questo       garantisce la qualità e l’onestà dei maestri, comunque, sono convinto che i maestri disonesti, dal punto di vista marziale, hanno vita breve.     

10.   Progetti per il futuro ?

Il progetto principale è quello di creare un centro, dedicato interamente allo studio del Kali Kalasag, dove poter praticare dalla mattina presto fino a tarda sera, questo permetterebbe a molti studenti di allenarsi in modo più costante e soprattutto più sereno. 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 22 Aprile 2010 18:49)

 
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