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Choy Li Fut

CHOY LI FUT
Storia del Choy Li Fut


Il Choy Li Fut fu ideato da Chan Heung (1806-1875), intorno alla metà del XIX secolo ed è in qualche misura legato ai moti rivoluzionari anti-Ching; è
uno stile molto elegante, dai movimenti ampi e circolari, la potenza dei colpi, principalmente con gli arti superiori, è generata dalla rotazione delle anche.
E’ uno stile sia esterno che interno; la sua pratica prevede la conoscenza di molte forme a mani nude, con le armi (sciabola, spada, bastone, lancia,alabarda, tridente, frusta a nove sezioni, ventaglio, spade uncinate, panca, ecc.) e con l’uomo di legno.
Il nome dello stile deriva dalle iniziali dei maestri del fondatore, Lee (Li o Lei) Yau Shan e Choy Fok, mentre il termine Fut è in onore degli insegnamenti buddisti.


All’età di sette anni, Chan Heung, fu mandato a studiare Kung Fu con suo zio Yuen, a sedici, questi, lo presentò a Lee Yau Shan, che divenne il suo maestro per quattro anni.
Infine, con molte difficoltà, rintracciò un monaco buddista, che si dice fosse scampato alla distruzione del Tempio Shaolin, che viveva da eremita sui monti Lo Fau Shan; l’anziano monaco era Choy Fok, che lo istruì per otto anni nel Kung Fu del mitico tempio e sul buddismo.
Tornato al villaggio natale, King Mui, passò due anni a riordinare quanto aveva appreso, nel 1836 fondo il suo stile e aprì la sua prima scuola.
Nel 1840 partecipò alla guerra dell’oppio nei gruppi dei volontari; tra il 1847 e il 1850 si vennero a formare numerose società segrete, una di queste
diede vita alla rivolta Tai Ping; questa volta Chan Heung non volle essere coinvolto, ma indirettamente continuava a partecipare ai moti anti-Ching
strutturando la sua organizzazione, che contava oramai molte scuole ed allievi, come una società segreta, con parole e segni di riconoscimento.
Nel 1864 si trasferì a San Francisco, negli Stati Uniti, dove diffuse il suo stile; nel 1868 tornò a King Mui dove morì nel 1875.
              Le armi del Choy Li Fut

Il Choy Li Fut è uno stile del sud creato da uno degli ultimi grandi maestri del XIX secolo; la sua vita sembra ricalcare l’archetipo dei leggendari
maestri di Kung Fu. Iniziò a praticare all’età di sette anni con suo zio per poi continuare il suo apprendistato con altri due precettori, il secondo dei
quali si dice fosse uno dei sopravvissuti alla distruzione dei templi Shaolin.Quando all’età di trent’anni rielaborò le sue conoscenze, creando il
suo stile, volle chiamarlo con i cognomi dei sui due maestri e l’aggiunta del termine Fut, per sottolineare la matrice buddista degli insegnamenti ricevuti.
Il risultato fu uno stile complesso ed elegante, interno ed esterno allo stesso tempo, dai movimenti ampi e circolari; ricco di forme a mani nude e con le armi.
Chan Heung, questo è il nome del fondatore, fu coinvolto in gioventù nei moti rivoluzionari anti Ching e nella “Guerra dell’oppio”; nel 1864 si trasferì per qualche anno a San Francisco dove diffuse il suo stile, per poi
tornare in Cina dove morì nel 1875.
Il programma dello stile prevede una grandissima quantità di forme a mani nude e con le armi; tra queste non si può non menzionare la Forma con la lancia, un’arma particolarmente importante nell’arsenale di ogni stile di
Kung Fu perché aiuta a comprendere il concetto che per generare potenza, trasmetterla lungo gli arti e veicolarla sull’asta, occorre servirsi di
movimenti a spirale e di torsione delle anche e di tutte le articolazioni; impugnando la lancia occorre lasciare le braccia rilassate, perché possano
sentire l’arrivo dell’energia prodotta dalla torsione dell’intero corpo e contrarsi al momento opportuno causando la vibrazione dell’asta.
Alla lancia sono sempre associate le idee di eleganza, bellezza, grazia e raffinatezza; i movimenti con quest’arma per la loro fluidità ricordano il
moto dell’acqua e per la sinuosità e precisione negli affondi e nelle stoccate evocano le movenze di un serpente.
Altra arma classica del repertorio del Kung Fu è la spada, nel Choy Li Fut esiste una forma propedeutica conosciuta con il nome di Moi Fah Chien, la
“Spada del fiore di prugno”.
E’ una sequenza piuttosto semplice, creata per mostrare le movenze base di quest’arma, come il nome stesso suggerisce; il fiore di prugno, infatti, è
il primo a sbocciare dopo la stagione invernale, anticipando il risveglio della natura in primavera; così il praticante che si approccia per la prima
volta all’uso della spada, si predispone ad un nuovo ciclo e questa forma, come il fiore di prugno, è il prologo di un nuovo inizio.
In Cina la spada è un’arma dritta a due tagli e presenta delle varianti di forma, lunghezza e peso, nonché nelle finiture, a seconda delle regioni; in
ogni caso è un oggetto sofisticato; richiede un maneggio sottile, non sono previsti ampi fendenti che provochino mutilazioni, ma sfioramenti leggieri,
sottili tagli con l’ultimo terzo della lama, dati con movimenti del polso e atti a tagliare arterie e tendini.
E’ associata all’elemento Fuoco e all’animale Leopardo; le sue stoccate, infatti, ricordano lingue di fuoco che dardeggiano, mentre i suoi fendenti
suggeriscono le veloci ed agili zampate di un felino.
L’archetipo di tutte le armi è comunque il bastone, di cui esistono diverse Forme nel Choy Li Fut, una delle più note è Shaolin Gwun, il “Bastone di Shaolin”; il nome è una testimonianza di quanto, come sopra accennato,
questo stile trovi le sue radici nei templi buddisti e quanto in questi fosse importante l’utilizzo del bastone.
Nella cultura cinese era simbolo di autorità e giustizia, ma anche dell’Uomo nella sua funzione di tramite tra Cielo e Terra.
Il bastone era una delle “Cinque armi nobili” ed era associato all’elemento Terra, quindi al centro; dei “Cinque elementi” nessuno prevale sull’altro,
in quanto regolati da un ciclo di mutua creazione e di mutua distruzione, ma la Terra rappresenta il fondamento degli altri quattro, il centro da cui
nascono e muoiono; grembo e tomba, l’elemento da cui tutti gli esseri traggono nutrimento.
Dei “Cinque animali”, il bastone, era associato al Drago, essere mitologico che in Cina era simbolo di spiritualità e saggezza, a ulteriore testimonianza di come quest’arma si ritenesse uno strumento per lo sviluppo
dell’equilibrio psicofisico e mezzo di introspezione.
Naturalmente molte sono le forme con le armi del Choy Li Fut, ma queste sono le più note.

Per ulteriori informazioni si può contattare il maestro Giuseppe Giosuè:
www.giosuekungfu.com o 338/3626061

Ultimo aggiornamento (Venerdì 19 Marzo 2010 20:36)

 
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